martedì 2 agosto 2005


Ti vogliamo Vedere ancora cosi'!!!! Posted by Picasa

Sempre!! Posted by Picasa

Here we Are!!! Posted by Picasa

Damiani Derby Posted by Picasa

Milan Genoa 50 - 51 Posted by Picasa

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Il Garante Risponde

Ho ricevuto la risposta via mail del Garante che mi comunica cio' che gia' sapevo perche' letto nel comunicato di oggi ma l'ho ringraziato comunque perche' almeno mi hanno cagato, poi mi sono permesso di riscrivergli per avere almeno un'idea dei tempi di un'istruttoria (dubito che mi risponda ma sono talmente alla frutta che ci ho provato). Dove hai visto sul sito del Garante che i tempi dell'istruttoria sono lunghissimi?

Thomas Skuhravy Posted by Picasa

Sandokan!!! Posted by Picasa

Picchia Gorin!!! Posted by Picasa

Palombo e Gazzetta

Cari amici genoani, scrivo per raccontarvi e riassumere i contenuti, secondo me davvero interessanti, di una breve corrispondenza col signor ruggiero palombo della gazzetta dello sport. Sarò breve. Per chi sarà interessato ai dettagli sono in grado di fornire i testi completi delle e-mail. Scrivo a palombo dopo aver letto il suo pezzo sulla gazzetta che definiva la sentenza da noi subita come "esemplare". Gli chiedo se "ha letto la sentenza", perché secondo me, definire esemplare una condanna per illecito dove l'illecito non è dimostrato fino in fondo, dove non compare il famoso terzo lato del triangolo (il torino...) e dove non ci sono giocatori accusati di combine mi sembra illogico e ingiusto. Aggiungo alla mia prima e-mail che sarebbe stato necessario da parte del signor palombo "un po più di rispetto per la gente rossoblù e per una squadra che ha conquistato la serie A sul campo, in 42 partite strasudate." Il palombo, molto disponibile a un confronto dialettico, mi risponde subito, dicendomi che ha letto la sentenza anche troppo bene, che forse sono io a non averla letta, e che un terzo del suo articolo era appunto dedicato al popolo rossoblù. La sua risposta non mi soddisfa per niente, e così decido di chiedere al signor palombo perché certe altre squadre, i cui illeciti sono stati dimostrati (vedi juve-agricola) non hanno subito alcun provvedimento. La risposta di palombo è quasi immediata e ha veramente dell'incredibile. E qui devo citare le testuali parole: "Credo che alla Juventus non si sarebbero mai fatti beccare con le intercettazioni e i soldi contanti. Non so quanti anni abbia lei, io ne ho abbastanza per ricordare (e sapere) che nel calcioscommesse '80 (il primo e più scandaloso, lo denunciai io sul Messaggero mandando Milan e Lazio in serie B) la Juve era coinvolta (Bologna-Juve 1-1) ma Boniperti riuscì a insabbiare tutto portando soldi cash a Trinca e Cruciani (ovviamente tutto ciò non fu mai provato, ma siccome la stessa cosa la fece la Roma di Dino Viola nel tempo ho potuto sapere). Questo per dirle che la Juve trova (quasi) sempre il modo di farla franca." Dopo aver letto queste sconcertanti parole, rispondo al palombo dicendogli che, se ho capito bene, la differenza tra gli illeciti di Genoa e juve starebbe nel fatto che il Genoa si è fatto beccare con le mani nel sacco mentre la juve no. Dalle sue parole era ben questo che si capiva! O no? E lui mi risponde così: "lei continua a fingere di non capire la differenza che passa tra una cosa e una cosa che genericamente si sa ma non è sostenuta dallo straccio di una prova." Non vi dico la mia risposta perché il muro non è il luogo per esternazioni e vanaglorie personali, quello che posso aggiungere è che il signor palombo ha definito la sentenza contro il Genoa "esemplare" sulla gazzetta, il suo giornale. Ma poi, in privato, quando un genoano lo mette di fronte all'illegittimità di un simile provvedimento e alla clamorosa disparità di trattamento fra il caso Genoa e tanti altri casi (citati da palombo stesso), il giornalista senza macchia non ha alcuna vergogna di sostenere che, ri-cito le testuali parole "...la Juve trova (quasi) sempre il modo di farla franca." Bene! Questo è quanto, signore e signori. Vi ho presentato il signor palombo, quel giornalista che fa la morale al Genoa sulle pagine della gazzetta dello sport! Io dico che è giunta l'ora di farla finita con certi personaggi e certe situazioni. Ditemi, vi prego, che cosa ne pensate. Perché io non ci dormo più la notte!

Lettera al Garante

Ecco il testo della e-mail che oggi ho inviato all' Autorità Garante per la Privacy. "Con il massimo rispetto per questa Autorità, ma mi chiedo: gli interventi del Garante riguardano solo minuziosi e pignoli adempimenti che, detto sempre con il massimo rispetto, non fanno che vessare modesti lavoratori autonomi rendendogli il lavoro quotidiano sempre più faticoso, oppure riguardano anche clamorose violazioni della privacy quali verificatesi - e che tuttora si stanno verificando - nel noto processo disciplinare sportivo attualmente in corso contro la società Calcio Genoa ed alcuni suoi dirigenti? Suvvia Signor Garante, tiri fuori un po' di coraggio e provi a fare la voce grossa non solo contro modesti professionisti ed imprenditori, ma anche nei confronti di poteri un po' più forti. Ad esempio, nel processo disciplinare sportivo di cui parlavo prima si sono verificate - e si stanno verificando - violazioni davvero scandalose alla legge sulla privacy. Coraggio Signor Garante, provi un po' ad informarsi e, se può, cerchi di intervenire rapidamente - anche assumendosi gravose responsabilità - prima che si consumino danni irreparabili. Ripeto, ho la massima stima e considerazione per questa Autorità e per i valori che è demandata a tutelare. Ma se non c'è un po' di coraggio nell'applicare la legge nella pratica quando si tratta di casi scottanti, allora la legge stessa (e soprattutto i valori che dovrebbe tutelare) rischia di rimanere pura teoria o di essere applicata solo nei confronti dei soggetti "deboli". Con i migliori saluti."

Risposta a Ballarin

"Sig. Ballarin,
Innanzitutto mi consenta di ringraziarLa per averci avvertito della “fuga da Genova” del Nostro Patron Enrico Preziosi..
Sa, noi genoani -che le parole di colui il quale molti amano definire “un delinquente” (incensurato fino a giugno..) le ascoltiamo con molta attenzione invece di prestare fede a delle voci – avevamo appreso che la sua intenzione fosse quella di restare finché la tifoseria lo vorrà..
Intenzione peraltro ribadita nella trasmissione andata in onda dalle ore 20,30 alle ore 22,45 di sabato sera su Telegenova..
Ma probabilmente in quel momento si trovava in redazione a scrivere il Suo illuminante pezzo, e i suoi informatori (Lei stesso ha scritto in proposito della citata ‘fuga' “a quanto dicono”) chissà dove..
Tutto ciò premesso, a tacer degli altri casi riguardanti il Torino, il Messina ed il Perugia, mi limiterò a porLe una sola domanda..
Lei che è così informato sul Caso Genoa-Venezia, al punto da scrivere che il Genoa ha “rubato punti in classifica, è giusto vada condannato” e che “adesso i fatti parlano, le telefonate sono state registrate, si possono ascoltare e, se uno è colpevole, quest'uno è Preziosi” ha forse avuto accesso alle bobine originali di tali intercettazioni telefoniche? Con quale diritto Lei trasforma una Sua (legittima, per carità, ma comunque soggettiva) opinione in assoluta certezza?
Glielo chiedo soltanto perché mi ha sfiorato un dubbio: ma Lei, Sig. Ballarin, la sentenza almeno l'ha letta nella sua interezza? E' cioè una persona davvero informata dei fatti, oppure anche in questo caso, come per la “fuga da Genova” ( prossimamente in uscita in tutte le sale del capoluogo Ligure) di Preziosi, parla per sentito dire?
Si renderà infine sicuramente conto delle possibili implicazioni del Suo riferimento al Sig. Preziosi all'interno dell'invito da Lei rivolto ai tifosi genoani a “spaccare le sue, di vetrate, e devastare la sua automobile, non prendersela con chiunque capiti a tiro e parlare di ingiustizia”..
Tra l'altro, a quale tipo di violenza si riferisce, dato che la manifestazione dell'altro ieri (cui non ha partecipato solo la T.O., ma anche e soprattutto famiglie con donne e bambini al seguito, nonché comuni cittadini..) organizzata tifosi rossoblu, è stata comunemente definita dai mass-media pacifica?
Vorrà perdonare il tono talora sarcastico della presente, ma Lei è stato il primo ad usare nel Suo articolo espressioni che a mio avviso hanno profondamente mancato di rispetto al Genoa ed ai suoi tifosi, nonchè al suo Patron Enrico Preziosi.
p.s: Le faccio notare che Preziosi ha rilevato il Genoa prima che fallisse ( rimettendoci molti soldi) e non dopo, come ad esempio DellaValle.. E che ha pagato di tasca sua 12 dei milioni di euro di debiti della precedente gestione, per l'iscrizione al Campionato di A del Grifone..
E che Lui stesso ha voluto ultimamente salvare il Como dalla cancellazione..
Non le sembra quantomeno strano, per un imprenditore affermato qual'è Preziosi? Non le sembra ingeneroso accostarlo a coloro che "seguono l'iter della “scalata sportiva” per farsi pubblicità"?
Mi permetta di rispondere alla sua domanda "cosa mai anima uno come Preziosi": la passione.

Apologia del Genoa e di Preziosi

cari signori giudici, mi ha molto colpito una frase pronunciata dal presidente del palermo Zamparini " mi dispiace per il Genoa, ma non si possono fare certe stupidate ". Il termine "stupidate " mi porta alla mente la marachella compiuta da un bambino che ha rubato le caramelle dal vasetto sulla credenza, colpa per la quale è prevista una sanzione che non può andare ragionevolmente oltre una bella sgridata da parte dei genitori, e non un grave reato come quello di illecito sportivo, di cui siamo in realtà accusati, che prevede invece delle pene così severe e dai risvolti così devastanti! C'è qualcosa che non va nella percezione stessa di ciò che ci viene imputato. La stessa sentenza della commissione disciplinare ha toni molto moralistici, fino a sconfinare addirittura nel paternalismo. Si fa, in altre parole, e forse in mancanza di meglio, della vaga filosofia su ciò che è lo spirito di sportività e su cosa si dovrebbe fare, per poter essere degni di de coubertin, non considerando peraltro che, il contesto generale in cui viviamo, è lontano mille anni luce da quello dell'illustre francese. Forse, quindi, più che con lo snocciolamento delle prove a discarico, e la processione dei testimoni a discolpa, riteniamo che sia più interessante salire al vostro stesso livello, e discutere in primis di cosa sia un vero illecito sportivo! Se un soggetto compie delle infrazioni alle regole per poter ottenere un proprio vantaggio personale, a scapito del giusto diritto di un altro, in quel caso esso si potrà sicuramente definire un reo, anzi, peggio, un baro! In quel caso sicuramente si può parlare di illecito sportivo. Ma se, invece, un soggetto viola quelle stesse regole , sempre per poter ottenere un vantaggio, che altro non è che il conseguimento di un diritto già suo,così difendendolo da attacchi di terzi, e facendolo non va a ledere l'interesse di nessuno, allora non si può più parlare di illecito, ma bensì di un qualcosa di diverso, che in campo penalistico si chiama "legittima difesa"! Noi sosteniamo che sia proprio questo il caso della società Genoa. Per capire meglio ciò che intendiamo, bisogna fare un passo indietro, alla famigerata partita giocata a piacenza. Infatti, in quella occasione, lo spropositato accanimento dimostrato dalla compagine emiliana, andò ben oltre il normale e sano spirito agonistico, che voi giustamente invocate da parte di ogni squadra. Prova ne è che lo stesso allenatore del piacenza fu, a causa delle sue continue intemperanze, espulso dall'arbitro già al ventesimo del primo tempo. Orbene, a tutti coloro che furono presenti in quella occasione, tifosi, giocatori e dirigenti del Genoa, venne il forte sospetto che ci potesse essere stato un qualche incitamento a tale comportamento da parte di terzi. Sospetto che divenne certezza, quando un dirigente del Torino, per ragioni che non interessano al momento, confidò a un dirigente del genoa che c'era in atto un chiaro tentativo di ripetere tale "incoraggiamento" a vincere nei confronti dei veneziani. E questo è un fatto non più in discussione! Ora, bisogna tenere presente una cosa molto importante, infatti il presidente Preziosi aveva in quel momento sulle spalle un peso quasi insostenibile, derivante dai tanti sforzi e sacrifici fatti, nell'ottica di conquistare la promozione in serie A. Sacrifici fatti da giocatori e allenatore, che avevano fatto una cavalcata entusiasmante e sfibrante per tutto il campionato,sacrifici fatti dalla tifoseria, che vedeva col massimo entusiasmo riaprirsi le porte per la categoria superiore, dopo tanti anni di amarezze profonde, e infine, ma ugualmente importanti, sacrifici fatti dal Presidente stesso, che aveva dovuto risanare una situazione pesantissima prima, e fare corposi investimenti poi! Tale peso di responsabilità, non poteva che spingere Preziosi stesso ad agire in qualche modo, proprio per salvaguardare quel diritto di cui parlavamo prima, veramente e genuinamente conquistato sul campo, da contaminazioni e ingerenze di soggetti terzi. A questo punto, rispettosamente vi chiedo di diventare tutti Preziosi, e di, una volta nei suoi panni, pensare a che cosa avreste fatto voi, se vi foste trovati nella sua stessa difficilissima posizione! Certo, si poteva fare una regolare denuncia all'ufficio indagini della figc, ma con quali prove, se non la sola parola spesa in via confidenziale da Cravero? Oppure, e penso che molti di noi avrebbero fatto così, si poteva cercare di medicare la cosa in via privata, accertandosi personalmente che non si verificassero combine ai nostri danni, contattando le dirigenze delle società interessate ( di certo il fatto di essere noi il vicepresidente di lega per la B ha influenzato tale decisione). A questo punto, va fatta un'altra premessa, ugualmente importante. Infatti in quel momento, nei nostri scomodi panni del presidente Preziosi, non avevamo in alcun modo la visione completa di ciò che stava succedendo, in quanto ancora non c'era stata la possibilità di leggere alcuna intercettazione telefonica, e la informazioni che avevamo erano estremamente frammentarie! Sapevamo che c'era stato qualcosa di losco a piacenza, sapevamo, grazie a Cravero, che il Torino si stava muovendo per fare pressioni sul Gallo, sapevamo, tramite un amico comune del giocatore esposito, che il Gallo stesso stava facendo pressioni sulla squadra veneta affinchè facessero risultato contro il Genoa ( cosa di per sè più che lecita, diremmo anzi doverosa, se non fosse per il fatto che, in realtà, era fuori contesto, rispetto alla situazione di una squadra allo sbando, ormai già retrocessa, nella quale vi era un pesante contenzioso per gli emolumenti tra giocatori e società stessa, e anche considerato i modestissimi risultati sportivi ottenuti fino a quel momento!). Signori giudici, se voi foste stati Preziosi, avreste davvero agito in maniera diversa? O non avreste forse anche voi cercato, per tramite di contatti con tutte le parti interessate, di ottenere il normale conseguimento di ciò che era già vostro di diritto, come testimoniavano gli stessi risultati sportivi, raggiunti fino a quel momento? Riassumendo, possiamo dire che, non solo non c'è una vera prova provata di un illecito sportivo, ma anche e soprattutto che, nessuna delle operazioni di normalizzazione condotte dal Genoa,e in special modo dal suo Presidente, si può effettivamente definire un tentativo di togliere ad altri un giusto diritto da loro acquisito, in altre parole un illecito sportivo! Nessun soggetto terzo ne è stato chiaramento offeso o si è visto pregiudicato nei propri interessi, nè il Torino, che cercava di raggiungere, lui sì, un risultato tramite la sofisticazione dell'andamento del campionato, nè sicuramente il venezia, che era già retrocesso, e per il quale il risultato era ininfluente. In quest'ottica, l'unico adebito che può essere fatto alla società Genoa, è quello di omessa denuncia all'ufficio indagini della federcalcio, infrazione che, secondo noi, non può esser punita con sanzioni più gravi che un'ammenda amministrativa, e al massimo un punto di penalizzazione nel campionato che il Genoa si è ampiamente conquistato sul campo, la serie A! Tuttavia, considerati tutti i danni, sia di immagine che finanziari, che sono derivati dalla vera e propria gogna mediatica che si è sviluppata intorno alla vicenda, e a cui è stato sottoposto il Preziosi e la sua società, crediamo di poter asserire di essere francamente già stati puniti a sufficienza. Grazie.

lunedì 1 agosto 2005

Analisi

Quando si parla di Genova si porta spesso ad esempio la convivenza delle due squadre Genovesi. Si parla della passione per il calcio e si cita spesso l'esempio del Derby dove “si va Genoani e Doriani a braccetto” e dove “Non è mai successo niente” Questa situazione - a mio parere - nasce da un EQUILIBRIO che si è costituito negli anni basato su un SISTEMA di REGOLE non scritte che però tutti rispettano. Ci sono ambiti dove l'odio sportivo è permesso e altri dove non è permesso. Faccio alcuni esempi. E' permesso “odiare visceralmente i cugini”, è permesso “Gufare”, è permesso esultare per la retrocessione dell'altra squadra o per una sconfitta ad es. in coppa dei campioni. Ma NON sono permessi gli atti violenti – botte coltelli risse e non è permesso strappare le bandiere altrui. Nonostante a parole tutti si augurino a vicenda le peggiori disgrazie n realtà nessuno NEGA all'altra squadra IL DIRITTO DI ESISTERE. Soprattutto “l'odio” non c'è più in certe occasioni in cui tutti i tifosi genovesi sono veramente grandi: ad esempio quando c'è da fare della solidarietà. Quando morirono Mantovani e Signorini il lutto sincero fu di tutta la città. Molto raramente questo equilibrio si è rotto. Quando ciò è accaduto sia il Genoa sia la Samp ne hanno avuto gravi danni. Una occasione - e l'unica a quanto io ricordi – in cui questo equilibrio si ruppe fu l”AFFAIRE MONTELLA”. In tutta la città serpeggio il brivido: da parte Genoana il brivido del tradimento, del colpo basso. Ci fu la netta sensazione di essere stati vittime di una “furbata” Anche i Sandoriani reagirono. All'inizio furono ovviamente fieri: prima di tutto per il valore del centravanti, in secondo luogo – è ovvio – per le innumerevoli occasioni di “menaggio” che si prospettavano nei confronti dei cugini Genoani. Solo in seguito si resero conto che anche a loro non era convenuto rompere questi equilibri. Infatti, forse per le macumbe portasfiga emesse da Spinelli che si rivelarono più efficaci di una Fatwa emessa da Imam Islamici la realtà fu che da quel momento le cose iniziarono a girare male anche per i Multicolor. Enrico Mantovani, l'autore del gesto, affondò in classifica e nella stima dei tifosi fino a diventare il più bestemmiato presidente della storia della Samp. Montella fu il principale artefice della retrocessione della Sampdoria. Lo fu in maniera attiva – una marea di goals incredibili sbagliati – e passiva – per il lungo infortunio che gli costò mezzo campionato. Dopo il caso Montella fino ai giorni nostri non ricordo altri episodi. In questo ultimo periodo questo equilibrio si è rotto perché sono intervenuti due fattori: un presidente del Genoa ambizioso ma “foresto”, la volontà del presidente della Samp Garrone. Il primo episodio è sicuramente la vicenda del trasferimento dello stadio da Marassi a Trasta. La proposta non era appropriata né nei contenuti né nei i modi in cui fu presentata. Anche i Sandoriani - se si fossero fermati a riflettere – avrebbero dovuto essere contrarissimi. Figuriamoci abbandonare il luogo del loro Scudetto. Fosse successo al Genoa lo stadio di Marassi sarebbe un Tempio intoccabile dove magari custodire i cimeli dell'avvenimento es. la maglietta sudata di Pari del 91 oppure gli ultimi capelli di Lombardo recuperati nello scarico della doccia o l'impronta del piedone di Cereso. Per i Doriani – evidentemente – i sentimenti contano meno. Il secondo episodio è recente e non necessita di ricordo. Due magistrati di cui uno di sicura fede doriana che hanno approfittato della loro carica per colpire il Genoa. Il terzo episodio attiene alla carica del Presidente degli Industriali Bisagno. Mentre il precedente Presidente Dott. Zara nonostante la fede genoana si attivò – e molto – ricercare attivamente una soluzione alla grave crisi societaria della Sandoria allora sull'orlo della serie C e del fallimento, l'attuale presidente Bisagno ha suggerito a Preziosi di farsi da parte sapendo bene – è storia dell'altro ieri – che a Genova non c'è alcun imprenditore disposto ad investire nel Genoa. Tant'è vero che questi fantomatici imprenditori si sono meritati l' appellativo di Maniman. Quindi l'intervento di Bisagno – contrariamente a quello di Zara volto alla sopravvivenza della Samp - è stato una mossa rivolta alla sparizione del Genoa (povero illuso!) Il quarto episodio attiene a Novellino. Non interessano a nessuno le parole di circostanza tipo “Sono dispiaciuto per il Derby che non ci sarà, etc” Novellino ha la grande occasione di chiarire l'episodio di Ravenna. Chi è stato a Ravenna in quella famosa partita ricorda il clima e i protagonisti: Iachini, Novellino, etc. Chi si ricorda di Ravenna non può non aver notato le analogie impressionanti con Piacenza quest'anno: i giocatori che s'abbracciano a fine partita, il pallone scagliato a cielo, etc. Quante volte si è rimproverato a Spinelli - e lo hanno fatto anche giornalisti che ora si stracciano le vesti di non aver pagato più del Bari e del Lecce ( o era il Napoli?) per quella partita. Senza il ricordo di ciò che era accaduto Ravenna non ci sarebbe stato neanche Piacenza e Venezia. Novellino – tanto c'è la prescrizione – dovrebbe raccontare finalmente la verità su quegli episodi Adesso la città è ad un bivio. O si ricostituisce questo equilibrio e si riprende a convivere civilmente ( e a menarselo a vicenda. come prima e più di prima) Oppure inizierà il tutti contro tutti. E staremo tutti più male. Reputo che convenga anche ai Doriani perché – ne sono convinto - la buona sorte del Doria finirà presto come è finita al tempo di Montella. Perché la fortuna non esiste però se tanti battiti d'ali sono contro, addosso ti arriva un tornado. Se passa l'idea che chiunque sia in una posizione di vantaggio se ne può approfittare – vedi Garrone, lari, Bisagno, il Secolo XIX, etc. allora anche i Genoani ne prenderanno atto. Credete sarà bello vivere in una città dove i Genoani boicotteranno sistematicamente i Doriani, in tutte le loro manifestazioni. Nelle nostre attività quotidiane tutti abbiamo mansioni e ruoli dove abbiamo spazi discrezionali. In un ufficio, così come in Fabbrica o all'Università o all'Ospedale, ci sono addetti che per loro dovere devono prestare determinati servizi. Ognuno di noi sul lavoro ma anche nella vita quotidiana - ha degli ambiti dove può scegliere se fare una determinata cosa oppure no. Puoi scegliere se fare o meno un piacere, una cortesia, un aiuto. Se hai bisogno di un giorno di ferie fai cambio con un collega; se ti manca una firma chiedi cortesemente all'impiegato di sollecitarla. Gli esempi possono essere innumerevoli. Solo tu puoi decidere: nessuno ti obbliga, lo fai solo se vuoi. Se non si pone subito rimedio a questo clima avvelenato e si ristabiliscono gli equilibri rispettando le precedenti regole ci troveremo a vivere in una città in cui qualsiasi Genoano - dal Cameriere al Professore Universitario, dall'Infermiere al Vigile Urbano - naturalmente senza violare la legge e senza venire meno ai propri doveri – boicotterà sistematicamente i Sandoriani con l'unico obiettivo di fare terra bruciata intorno. Nessuna collaborazione – in nulla e mai. Vogliamo vivere in una città così. Teniamo presente anche l'inevitabile controboicottaggio. Ripeto - Vogliamo vivere così in futuro?

Normalizzazioni, incongruenze, proposta

Normalizzazioni, incongruenze, proposta
Normalizzare: ricondurre alla normalità. Così il Devoto-Oli risponde ai miei interrogativi. Non basta, evidentemente, per cui insisto. Normalità: condizione riconducibile alla consuetudine o alla generalità interpretata come regolarità. Ne deduco, perciò, che Preziosi si è adoperato affinchè la partita col Venezia fosse regolare. Non lo dico io, lo dice la decisione! Dove sta l'illecito? Tanto di cappello - anche se indubbiamente anacronistica e fuori dal mondo, almeno calcisitco - alla decisione se la stessa fosse accompagnata dalla richiesta di istituire una commissione di probiviri che vigili affinchè nel finale di campionato le partite si svolgano in modo "non" normale, secondo l'interpretazione di quei galantuomini. Incongruenza (è sempre il Devoto-Oli a soddisfare le mie brame di meglio approfondire la conoscenza della lingua madre): mancanza di coerenza logica. Più ripenso alla decisione, non passa giorno che non vi trovi delle incongruenze. Il punto forte dell'accusa parrebbero essere le contraddittorie dichiarazioni di Lejsal e in particolare quella per cui DA TEMPO si sapeva che la partita, per dirla coi giudici, era stata "normalizzata". Da tempo. Cioè da quanto? Un mese, due, forse tre o più addirittura, quando cioè il vantaggio sulle terze era tale da far supporre che, piuttosto che studiare come "normalizzarla", i dirigenti rossoblù pensassero alla marca di spumante con cui festeggiare? Graditi ospiti i giocatori del Venezia, avessero pur vinto 5-0, risultato del quale nulla avrebbe potuto fregarci di meno! Nel mentre prendiamo atto che le tre scimmiette, stavolta non all'unisono ma comunque con solerte sollecitudine, hanno ritenuto esprimere solidarietà ai giornalisti "violentati", senza che nessuno si senta al contempo impegnato a stigmatizzare altra forma di violenza, meno palese perchè subdola, che, in nome dell'abusato diritto all'informazione, viene quotidianamente esercitata nei nostri confronti, mi si dice che sullo stesso giornale-vittima viene oggi pubblicata una espressione di sentimenti del prof. Franchini che, se confermata, mi parrebbe di una gravità inaudita ed accerti quanto, anche chi non vuole, dovrebbe aver chiaramente inteso. Ma perchè il fatto non viene divulgato extra-moenia? Perchè i consiglieri comunali (ne ho visti, e anche particolarmente infervorati, venerdì nella manifestazione) non richiedono al Sindaco una netta presa di posizione, prima ancora come uomo di diritto che primo cittadino? Onorevole Biondi, perdiana, chieda in Parlamento non l'assoluzione a prescindere del Genoa (quanto luridume viene scritto su certa stampa in tal senso! E il bello - si fa per dire - è che vengono anche citati - vero Manzitti? anche tu ti stai rivelando - come oracoli di saggezza...) ma, come avvocato, il suo diritto ad esercitare in pieno le prerogative della difesa! Quanto sta emergendo mi rende fiducioso circa la possibilità, ma dovrei meglio dire la volontà, di una significativa modifica da parte della CAF del primo giudizio, ad un livello approssimato allo 0 al punto che sarebbe preferibile chiedere al Leopardi, piuttosto che al sottoscritto, fare da testimonial alla famosa pubblicità sul profumo dell'ottimismo. Di fronte a tanto palese ma misconosciuto, da una stampa prona ed abbietta, sopruso, di fronte a quella che si prospetta come una macchia vergognosa non sulla ultracentenaria storia del Grifone bensì sull'operato di una giustizia sportiva che ripugna definire, appunto, giustizia, mi azzarderei a sottoporre al Presidente una proposta che non saprei definire se più provocatoria o indecente, ma che suonerebbe come messaggio tale da scuotere, probabilmente, le menti intorpidite di questi farabutti. Vi è chi ha proposto un ritorno in quel seno calcistico da cui tutti hanno tratto la linfa vitale. Idea suggestiva, ammantata di fascino ma, temo, poco percorribile. Questo calcio ha da tempo procurato malessere, via via sempre più fastidioso sino a divenire insopportabile o, forse, sopportabile solo perchè il Genoa ne faceva comunque parte. Ora il disagio si è fatto rifiuto. Ha ancora senso essere protagonisti di questa pantomima? Io penso di no! Presidente, ritiri il Genoa da ogni campionato! Questo calcio non si merita il Genoa ed i suoi tifosi. Non è Carraro che, vendicandosi, ci elimina. Siamo Noi che ce ne andiamo, rifiutiamo di fare ancora parte del suo carrozzone di guitti. Dimostri a questi clowns, alcuni dei quali hanno raggiunto cariche di rilievo dopo aver minacciato - e purtroppo mai mantenuto - mille e una volta di ritirarsi dal "calcio malato", la via della dignità. Molti anni fa, nelle griglie della Nord apparve uno striscione: "Quando finirà la nostra storia, inizierà la nostra leggenda". Per quanto mi riguarda, quel momento potrebbe anche essere arrivato! Saluti.

Vecchie reminiscenze

La mia attività lavorativa è stata svolta in una grande Compagnia di Navigazione, Soc. di Stato, le più belle navi che si siano mai viste in circolazione (non come quelle specie di casermoni galleggianti dove è difficile distinguere la prua dalla poppa). Negli anni '70, ma il processo è iniziato molto prima, è stato stabilito che si doveva convertire la flotta da navi passeggeri a solo carico. Quotidianamente subivamo attacchi giornalistici indovinate da che quotidiano???? ESATTO, SICULIX - La maggior parte degli articoli era a firma di un certo Benito Bragone, ogni giorno era un affondo coi fiocchi. Morale? Qualche nave regalata, qui e là, la fetta di mercato a favore dei privati, principalmente la Costa. Effetti sull'occupazione? Devastanti, infatti, mentre prima si dava lavoro a gente ligure, veneta, siciliana, praticamente quasi tutta Torre del Greco, dopo questa scellerata dismissione quasi soltanto filippini erano impiegati su queste navi. Le autorià genovesi? ASSENTI - SEMPRE - Avevano poi cercato di porre rimedio siglando un accordo per la cantieristica a Trieste, mi sembra, in cambio dell'acciaio a Genova (ho qualche lacuna, qualcuno meglio di me ricorderà senz'altro). Non ricordo chi governasse allora, però lo stile è sempre stato lo stesso. Dico questo perchè, mentre venerdì sfilavamo per la città, mi sono ricordata di tutti i cortei con i miei compagni di lavoro durante quegli anni. Negli anni successivi abbiamo ancora dovuto lottare e manifestare, ricordo ancora la nostra delegazione che bussava con forza sui vetri della Regione per farsi ricevere (allora erano ubicati in piazza Dante, ora abitano nel glorioso edificio che ci apparteneva). Ormai della Soc. di cui sto parlando non rimane più nulla, è stata venduta definitivamente prima ad un armatore napoletano, il quale, dopo le dichiarazioni di voler fare grandissime cose per questa Compagnia e per la città di Genova (pace all'anima sua, non è più di questo mondo) - ( sempre sponsorizzato ed enfatizzate al massimo le sue esternazioni di magnificenza dal suddetto quotidiano). Dopo tre o quattro anni, non ricordo bene, ha deciso di rivendere tutto ad una compagnia straniera, non so come finirà però non credo vi siano grossi progetti di rilancio. Tutto ciò premesso, scusate la pesante e noiosa esposizione, per dire che nulla è cambiato da allora, le autorità locali non hanno mosso un dito per l'occupazione, la stampa, nello specifico sempre sempre sempre quel giornale, con giornalisti (pfui) diversi, ha provveduto a spalmare di mota la vittima di turno, quindi ora non mi meraviglio del loro comportamento. Mi scuso di nuovo se vi ho seccato. Un abbraccio a tutti

Situazione

a) Come ha detto direttamente Enrico l'altra sera, questa storia di Milito e Lavezzi dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, che di bandiere nel calcio non ne esistono più. Questi signorini si muovono solo sull'interesse del loro portafoglio, e non mi scandalizzo di certo, poichè il calcio è oramai senza possibilità di ritorno un grande mercato. Vendiamoli, dunque, è al prezzo più alto che si possa fare. L'unica bandiera è Enrico, che con i fatti ha dimostrato e dimostrerà il suo attaccamento ai nostri colori. b) Nei prossimi giorni sarò fuori Italia. Parto con una certa tranquillità, nonostante l'ingiustizia di cui siamo stati vittime in primo grado. Credo fermamente nella possibilità che la Caf adotti parametri di giudizio più sereni, e più conformi al diritto, sportivo e ordinario: peggio del primo grado non può andare, e, dunque, le possibilità di ottenere un pronunciamento migliore aumentano. L'obiettivo deve essere dimostrare l'innocenza del Genoa, e l'assurdità di una decisione che colpisca in modo così duro la società. Coppi e Biondi faranno il massimo, e tutti dobbiamo stare ultra tranquilli su questo punto. c) Che Enrico sia il vero obiettivo di questa vicenda è possibile, anzi è probabile. L'Italia in questi giorni è percorsa da una guerra economico-finanziaria; ed è in questo contesto che si inserisce la nostra vicenda. Enrico probabilmente dà fastidio, perché è un imprenditore coraggioso, che non deve la sua fortuna a papà o mamma, ma al lavoro e alla fatica. d) Questa storia della lettera di Franchini non mi piace molto; ma i commenti li vorrei personalmente inviare a Miles, poichè mi pare evidente che il Muro è divenuto per i giornalisti una specie di agenzia di informazioni varie. I contenuti della lettera sono decisamente inquietanti, comunque. e) La vicenda Secolo. Le provocazioni di questo quotidiano risalgano oramai ad oltre dieci anni. Le ultime dichiarazioni del neo-direttore sono state la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso strapieno. Detto questo, l'assalto non andava fatto, perchè gli assalti ai giornali ricordano sempre brutti periodi, periodi neri, dei quali è meglio dimenticare ogni cosa. Ma questo quotidiano deve anche comprendere che in città c'è forte esasperazione. Il Popolo è esasperato perchè la colpa di questa storia è tutta dei genovesi. E' tutta di due signori che, poco prima di fuggire frettolosamente in ferie nonostante le impellenze che l'inchiesta sembrava avere, hanno colpito l'avversario sportivo trasformando gli atti di una inchiesta in via di svolgimento in una sentenza di condanna; e inventando figure di reato inesistenti (l'associazione per delinquere) al solo fine di effettuare intercettazioni altrimenti non utilizzabili. Col che hanno dimostrato, se non altro, una scarsa sensibilità verso le esigenze del territorio e della città. Ricordo loro che non avevano affatto l'obbligo di trasmettere gli atti alla procura sportiva; hanno VOLUTO trasmetterli. Nonostante vi fossero dubbi su come sono stati acquisiti. Questo rappresenta, a tacer d'altro, un atto che sconsiderato che ha cagionato danni economici alla città tutta; il che basterebbe a capire l'aria che tira a Genova, città delle divisioni, delle caste. Città, per certi versi, auto-distruttiva. Questa storia dimostra, a mio parere, che una riforma della magistratura era necessaria; e che quella che è stata fatta non basta a tutelare il cittadino da possibili abusi. Per esempio, sarebbe il caso di prevedere che prima di trasmettere atti di indagini agli ordinamenti sportivi ci debba essere un vaglio di un giudice terzo, onde evitare che i p.m. – semplici avvocati dell'accusa quali sono – decidano ciò che vogliono, senza che gli interessati possano fare valere i loro diritti e interessi legittimi.